42465 - ECONOMIA DEI SISTEMI LOCALI

Scheda insegnamento

Anno Accademico 2017/2018

Conoscenze e abilità da conseguire

Al termine del corso lo studente possiede un insieme di conoscenze utili nell'analisi e nella soluzione di problemi legati allo sviluppo dei sistemi economici locali, nella comparazione e nella valutazione della loro trasferibilità. In particolare lo studente è in grado di progettare, implementare e valutare progetti di sviluppo regionale e di cooperazione tra sistemi locali appartenenti sia a Paesi sviluppati, sia a Paesi in via di sviluppo e a quelli con economie emergenti e in transizione.

Programma/Contenuti

L'insegnamento di “Economia dei Sistemi Locali” che, nel caso della mutuazione da Giurisprudenza assume il titolo di “Economia e Istituzioni Locali”, offre agli studenti, già dotati di un grado medio di comprensione dei fondamenti dell’analisi economica, giuridica e socio-politica, un insieme di conoscenze utili nell'analisi, nella valutazione e nella soluzione di problemi legati allo sviluppo dei sistemi economici locali, oltre che nell’analisi della loro coerenza macroeconomica e nella comparazione e valutazione della loro trasferibilità.

Un insegnamento facente parte di un corso di laurea magistrale deve saper offrire approfondimenti di contenuti e metodi già noti agli studenti nel contesto di una loro partecipazione attiva all'attività didattica. Per tale ragione, vengono chiamati a collaborare all'attività didattica più studiosi ed esperti.

Essa è articolata in cinque moduli, una parte rilevante dei quali, dopo alcune ore riservate all'approfondimento generale, viene dedicata alla presentazione e alla discussione in aula dei lavori predisposti dagli studenti seguendo le indicazioni bibliografiche dei docenti. L'articolazione in moduli si presta anche ad una maggiore flessibilità a seconda dei crediti di cui dispone ciascuno studente.

Modulo 1. Sviluppo globale e disuguaglianza

1.1. Principali teorie della crescita e della distribuzione del reddito: una controversia spesso trascurata

1.2. Cosa sappiamo sul piano economico della disuguaglianza

1.2.1. Evoluzione della distribuzione del reddito e del prodotto

1.2.2. Crescita della popolazione e del prodotto

1.2.3. Evoluzione del rapporto capitale/reddito

1.2.4. Distribuzione del reddito nazionale tra lavoro e capitale

1.3. Modelli di capitalismo e disuguaglianza multidimensionale

Modulo 2. Sviluppo economico e diseguaglianze territoriali

2.1. Cosa sappiamo sul processo e sulle politiche di sviluppo economico internazionale

2.2.Istituzioni, governo, governance: livelli di governo sul piano macro, meso, micro

2.3. Trappole concettuali e analitiche: nozioni di "territorio", "paesaggio" e "ambiente" nella devoluzione italiana

2.4. Indicatori di competitività regionale in Europa

2.5. Fallimenti dei mercati, fallimenti dei governi, fallimenti sistemici

2.6. Modelli di capitalismo e politiche di sviluppo in Europa

Modulo 3. Sviluppo locale e federalismo fiscale

3.1. Modelli e vantaggi dei differenti sistemi di governo territoriale

3.2. Natura, caratteristiche e dimensione territoriale dei beni economici

3.3. Attività dei governi locali e attribuzione delle competenze ai diversi livelli di governo

3.4. Federalismo fiscale in Italia

3.5. Ruolo delle banche locali nello sviluppo locale

Modulo 4. Valutazione delle politiche di sviluppo locale

4.1. Concetti e criteri di base nei processi di valutazione

4.2. Metodi di valutazione nell'approccio sintetico

4.3. Metodi di valutazione nell'approccio analitico

4.3.1. Introduzione all'Analisi Costi Benefici (ACB)

4.3.2. Metodi di stima della disponibilità a pagare nell'ACB

4.3.3. Metodi controfattuali di valutazione dell'impatto delle politiche pubbliche

Testi/Bibliografia

Per la preparazione di ciascun modulo sono possibili una o più alternative di letture da studiare che vengono indicate di seguito.

Modulo 1.

(1.a.)

G. Antonelli, P.P. Calia and G. Guidetti, Approaching an investigation of multi-dimensional inequality through the lenses of variety in models of capitalism, Quaderni-Working Paper, Dipartimento di Scienze Economiche, Università di Bologna, N. 984, 2014, pp. 1-46.

T. Piketty, Capital in the twenty-first century, Cambridge Mass., The Belknap Press of Harvard University Press, 2014, parti I e II.

(1.b.)

G. Antonelli, P.P. Calia and G. Guidetti, Approaching an investigation of multi-dimensional inequality through the lenses of variety in models of capitalism, Quaderni-Working Paper, Dipartimento di Scienze Economiche, Università di Bologna, N. 984, 2014, pp. 1-46.

G. Antonelli and B. Rehbein (eds.), Inequality in economics and sociology: New perspectives, London, Routledge, 2017.

Modulo 2.

(2.a.)

I. Adelman, Fifty years of economic development: What have we learned?, Paper prepared for the World Bank European Annual Bank Conference on Development Economics, World Bank, Washington, D.C., 2000.

P. Annoni e L. Dijkstra, EU regional competitive index RDI 2013, Bruxelles DG Regio, mimeo, 2013.

G. Antonelli et al., Economia, III Edizione, Torino, Giappichelli, 2009, Cap.10.

D.C. North, Istituzioni, cambiamento istituzionale, evoluzione dell'economia, Bologna Il Mulino, 1997 (le parti da studiare verranno indicate nel corso delle lezioni).

R. H. Wade, Return of industrial policy?, International Review of Applied Economics, Vol. 26, N. 2, March 2012, 223–239.

(2.b.)

I. Adelman, Fifty years of economic development: What have we learned?, Paper prepared for the World Bank European Annual Bank Conference on Development Economics, World Bank, Washington, D.C., 2000.

S. Settis, Costituzioni, devoluzioni, in S. Settis, Paesaggio, costituzione, cemento, Torino, Einaudi, , 2010, Cap.5.

G. Antonelli, Global economic crisis and systemic failure, Economia Politica.Journal of Analytical and Institutional Economics, N. 3, 2011.

G. Antonelli et al., Economia, III Edizione, Torino, Giappichelli, 2009, Cap.10.

R. H. Wade, Return of industrial policy?, International Review of Applied Economics, Vol. 26, N. 2, March 2012, 223–239.

(2.c.)

I. Adelman, Fifty years of economic development: What have we learned?, Paper prepared for the World Bank European Annual Bank Conference on Development Economics, World Bank, Washington, D.C., 2000.

I. Adelman, The role of government in economic development, Working Paper N. 890, Department of Agricultural and Resource Economics and Policy, Division of Agricultural and Natural Resources, University of California at Berkeley, May, 1999.

G. Cainelli, Industrial districts: Theoretical and empirical insights, in C. Karlsson (ed.), Handbook of research on cluster theory, Cheltenham Glos, Edward Elgar Publishing, 2008, pp. 189-201.

M. E. Porter, Clusters and the new economics of competition, Harvard Business Review, Nov-Dec., 1998, pp. 77-90.

G. Antonelli, Convergenza tra mercati del lavoro e modelli di capitalismo in Europa, Atlantide, Vol. X, N. 31, 2014, pp. 53-60.

Modulo 3.

(3.a.)

G. Brosio e S. Piperno, Governo e finanza locale. Un'introduzione alla teoria e alle istituzioni del federalismo fiscale, Torino, Giappichelli, 2009, Capp. 1, 2 e 3.

(3.b.)

G. Brosio e S. Piperno, Governo e finanza locale. Un'introduzione alla teoria e alle istituzioni del federalismo fiscale, Torino, Giappichelli, 2009, Capp. 1, 2, 3, 7 e Appendice.

Modulo 4.

(4.a.)

G. Antonelli, Analisi di efficacia ed efficienza nelle valutazioni in itinere ed ex post dei progetti di sviluppo locale, SDIC, Università di Bologna, 2006 (mimeo).

G. Antonelli (a cura di), Valutazione e sviluppo locale. Principi teorici e applicazioni all'Appennino Bolognese, SDIC, Università di Bologna, 2008 (mimeo), Cap. 5.

G. Antonelli, D.N. Manitiu e G. Pedrini, Politiche per la montagna in Emilia-Romagna: valutazione di 13 progetti di sviluppo dell'Appennino bolognese, Rivista di Politica Economica, Vol. VII-IX, luglio-settembre, 2014, pp. 245-277.

(4.b.)

G. Antonelli (a cura di), Valutazione e sviluppo locale. Principi teorici e applicazioni all'Appennino Bolognese, SDIC, Università di Bologna, 2008 (mimeo), Cap. 5.

European Commission, Guide to cost-benefit analysis of investment projects, Bruxelles, Directorate General Regional Policy, 2008.

Metodi didattici

Gli studenti verranno attivamente impegnati in lavori individuali e di gruppo che verranno presentati in aula.

L'insegnamento si avvale della collaborazione di studiosi ed esperti in vari campi di studio.

E' bene che lo studente abbia seguito, anche nel corso della laurea triennale, almeno due insegnamenti di materia economica e uno di lingua inglese.

Ulteriori ed eventuali modifiche, aggiornamenti e letture integrative o sostitutive verranno comunicati nel corso delle lezioni.

Durante il ricevimento, potranno essere rispiegate o approfondite parti del programma.

La collaborazione del personale delle biblioteche è utile sia nel reperimento della documentazione di base, sia alla ricerca di bibliografia su argomenti specifici.

Modalità di verifica dell'apprendimento

Sviluppo locale e sviluppo globale si influenzano e condizionano reciprocamente. Anche per questo ai vari livelli di governo e di governance, è necessario predisporre, implementare e valutare progetti di sviluppo locale e di cooperazione tra sistemi locali appartenenti sia ai Paesi sviluppati, sia a Paesi in via di sviluppo e a quelli con economie emergenti e in transizione.

L'insegnamento di “Economia dei Sistemi Locali” o, nel caso della mutuazione da Giurisprudenza, di “Economia e Istituzioni Locali” offre agli studenti, già dotati di un grado medio di comprensione dei fondamenti dell'analisi economica, giuridica e socio-politica, un insieme di conoscenze utili nell'analisi, nella valutazione e nella soluzione di problemi legati allo sviluppo dei sistemi economici locali, oltre che nell'analisi della loro coerenza macroeconomica e nella comparazione e valutazione della loro trasferibilità.

Nel corso dell'attività didattica gli studenti, studiando i principali modelli di teoria micro e macro economica e utilizzando sia metodi induttivi che deduttivi, acquisiscono le competenze necessarie al fine di progettare e valutare azioni strategiche di matrice sia pubblica che privata orientate allo sviluppo locale.

Le prove d'esame mirano a verificare il raggiungimento da parte degli studenti dei seguenti obiettivi didattici:

  • conoscenza delle diverse teorie riguardanti lo sviluppo economico sul piano internazionale e locale, con un ambito geografico che riguarda i Paesi sviluppati, i Paesi in via di sviluppo e le emerging power;
  • conoscenze necessarie nell'analisi e nella valutazione di problemi e progetti riguardanti lo sviluppo dei sistemi economici locali, della loro coerenza meso e macro-economica, oltre che della loro comparazione e valutazione della trasferibilità;
  • capacità di applicare i principali metodi di valutazione delle politiche di sviluppo locale e dei progetti di investimento ad esse associati.

L'esame prevede una prova scritta e viene valutato in trentesimi.

Gli studenti che frequentano regolarmente le lezioni potranno svolgere una o più presentazioni orali con l'ausilio di diapositive appositamente predisposte, aventi ad oggetto singole parti dei moduli in cui si articola il programma. Tutte le presentazioni verranno commentate e discusse in aula.

Strumenti a supporto della didattica

Il materiale didattico utilizzato viene reso disponibile agli studenti direttamente tramite caricamento sull'apposito sito.

Oltre al ricevimento, in cui possono essere rispiegate o approfondite parti del programma, viene utilizzata la posta elettronica anche per chiarimenti e spiegazioni.

L'utilizzo guidato di siti web può essere particolarmente utile nella ricerca di documentazione e di dati su temi specifici.

La collaborazione del personale delle biblioteche è utile sia nel reperimento della documentazione di base, sia alla ricerca di bibliografia su argomenti specifici.

Link ad altre eventuali informazioni

https://www.unibo.it/sitoweb/gilberto.antonelli/cv http://www.sdic-school.org/

Orario di ricevimento

Consulta il sito web di Gilberto Antonelli