Laurea Magistrale in Scienze criminologiche per l'investigazione e la sicurezza

Scheda del corso

Tipo di laurea Laurea Magistrale
Anno Accademico 2016/2017
Ordinamento D.M. 270
Codice 8491
Classe di corso LM-88 - SOCIOLOGIA E RICERCA SOCIALE
Anni Attivi

I, II

Modalità di erogazione della didattica Convenzionale
Tipo di accesso Prova di verifica dell’adeguatezza della preparazione​
Sede didattica Forlì
Coordinatore del corso Nicola De Luigi
Docenti Elenco dei docenti
Lingua Italiano

Obiettivi formativi specifici del corso e descrizione del percorso formativo

Il corso di laurea magistrale in Scienze criminologiche per l'investigazione e la sicurezza intende fornire ai propri laureati gli strumenti teorici ed applicativi per operare nell'ambito criminologico, sulla scorta di tecniche investigative aggiornate e di adeguate competenze nelle metodiche riguardanti la sicurezza e la prevenzione della criminalità. A tal fine, il corso offre attività formative che consentono di: approfondire la padronanza delle materie criminologiche; acquisire conoscenze sugli apparati istituzionali preposti alla prevenzione delle condotte devianti e alle politiche della sicurezza, locali e nazionali; introdurre nozioni nelle discipline utili ad affinare la comprensione dei fenomeni oggetto di studio, quali l'economia pubblica, la psicologia, la metodologia della ricerca e il diritto penale. Il corso prevede attività formative volte a promuovere competenze professionali di alto profilo per operare nel settore della sicurezza con incarichi di programmazione, gestione e direzione. Al fine di realizzare gli obiettivi formativi, sono state individuate tre aree di apprendimento (Criminologica, vittimologica e della sicurezza; Sociologica; Giuridico - Politologica/Storico-Economica ), con l'intento di munire gli studenti di un bagaglio conoscitivo composito indispensabile per confrontarsi col trattamento dei comportamenti devianti e criminali.

Risultati di apprendimento attesi

CONOSCENZA E CAPACITÀ DI COMPRENSIONE:

AREA DI APPRENDIMENTO: CRIMINOLOGICA, VITTIMOLOGICA E DELLA SICUREZZA
Il laureato magistrale:
- possiede un'approfondita conoscenza, tanto teorica quanto applicativa, di diversi ambiti delle discipline criminologiche, vittimologiche e della sicurezza
- conosce gli apparati istituzionali preposti alla prevenzione delle condotte devianti e alle politiche della sicurezza, locali e nazionali .

AREA DI APPRENDIMENTO: GIURIDICO - POLITOLOGICA/STORICO-ECONOMICA
Il laureato magistrale:
- possiede gli strumenti concettuali che gli consentono di contestualizzare, dal punto di vista giuridico, storico, politico ed economico, i fenomeni sociali
- conosce le finalità e la struttura della parte speciale del codice penale e, in particolare, è in grado di comprendere contenuto, orientamenti interpretativi e principali problematiche investigative afferenti alle singole tipologie di reato.

AREA DI APPRENDIMENTO: SOCIOLOGICA
Il laureato magistrale:
- possiede conoscenze rispetto alle più importanti teorie della giustizia e dell'equità sociale e all'equità, utili ai fini dell'analisi di fenomeni sociali complessi, in special modo nell'ambito delle diseguaglianze sociali
- conosce le principali metodologie di ricerca sociale e di valutazione dei fenomeni sociali e della sicurezza.


CAPACITÀ DI APPLICARE CONOSCENZA E COMPRENSIONE:

AREA DI APPRENDIMENTO: CRIMINOLOGICA, VITTIMOLOGICA E DELLA SICUREZZA
Il laureato magistrale:
- sa integrare le conoscenze teoriche acquisite con l’utilizzo delle principali tecniche attraverso cui indagare i fenomeni devianti e criminali
- è in grado di svolgere analisi avanzate circa quelle variabili socio-ambientali in grado di insistere ed inferire sui comportamenti devianti e criminali

I risultati di apprendimento vengono conseguiti dal laureato magistrale, oltre che nelle attività formative indicate, anche nell’ambito degli insegnamenti di Tecniche investigative applicate, Laboratorio di security e criminalistica, Seminari di criminologia applicata e mediazione culturale.

AREA DI APPRENDIMENTO: GIURIDICO - POLITOLOGICA/STORICO-ECONOMICA
Il laureato magistrale:
- sa applicare i principali modelli interpretativi al fine di comprendere il ruolo esercitato dalle istituzioni giudiziarie ed economiche nella definizione di idonee politiche di sicurezza
- è in grado di svolgere un’analisi critica e multidimensionale di molteplici contesti storici legati alla evoluzione del controllo sociale.

AREA DI APPRENDIMENTO: SOCIOLOGICA
Il laureato magistrale:
- sa implementare le tecniche di ricerca volte al reperimento ed al trattamento dei dati, con particolare riferimento allo studio dei fenomeni devianti e criminali e dei mercati illegali
- è in grado di interpretare le risultanze empiriche, al fine di strutturare dei progetti preventivi di intervento sociale.

I risultati di apprendimento vengono conseguiti dal laureato magistrale, oltre che nelle attività formative indicate, anche nell’ambito dell’insegnamento (a scelta) di Giustizia ed equità sociale.


AUTONOMIA DI GIUDIZIO (MAKING JUDGEMENTS)

Il laureato magistrale:
- possiede una formazione che, coniugando l'alto tenore specialistico con l'apertura interdisciplinare, gli consente di discernere e valutare le problematiche connesse alla sicurezza, in ambienti sia pubblici sia privati;
- dispone di un corredo teorico ed operativo che gli consente di raccogliere ed elaborare informazioni con cui formulare progetti e proposte adeguate ai differenti contesti d'azione.
L'autonomia di giudizio viene sviluppata in tutte le attività formative attivate, in particolare quelle afferenti agli ambiti sociologico, economico, giuridico-politologico, storico e psicologico, attraverso la partecipazione attiva degli studenti durante le lezioni frontali, alle eventuali esercitazioni, alle attività laboratoriali e ai seminari organizzati dal corso di studi e dalla Scuola nel corso dell'intero anno accademico, ma anche attraverso l'attività assegnata per la preparazione della prova finale. La verifica dell'acquisizione dell'autonomia di giudizio avviene attraverso lo svolgimento dell'esame finale di ciascun insegnamento, che può prevedere anche la realizzazione di progetti. La valutazione del grado di autonomia e capacità di giudizio raggiunto avviene durante l'attività assegnata in preparazione della prova finale.


ABILITÀ COMUNICATIVE (COMMUNICATION SKILLS)

Il laureato magistrale:
- è in grado di interloquire nei settori di pertinenza con soggetti pubblici e privati, usando formule comunicative idonee a facilitare il dialogo e la reciproca comprensione, anche in ambiti relazionali strutturati e in presenza di processi decisionali di una certa complessità.
Le abilità comunicative sono particolarmente sviluppate nelle esercitazioni e nelle attività formative che prevedono colloqui con docenti e/o tutor, nonché nella preparazione di progetti, relazioni e documenti e l'esposizione dei medesimi. L'acquisizione delle abilità comunicative e capacità espositive sopraelencate è verificata negli esami finali di ciascuna attività formativa e inoltre attraverso la preparazione e la discussione della prova finale.
- è in grado di intrattenere relazioni (anche) con organismi di natura internazionale, poichè in possesso del livello B1 di una lingua dell'Unione Europea.


CAPACITÀ DI APPRENDIMENTO (LEARNING SKILLS)

Il laureato magistrale:
- è in grado di utilizzare gli strumenti di analisi e di applicare i metodi di apprendimento sviluppati per approfondire e aggiornare in autonomia le proprie conoscenze;
- è in grado di individuare gli strumenti e i percorsi di formazione adeguati per lo sviluppo delle proprie conoscenze culturali e specialistiche e delle proprie competenze professionali.
Le capacità di apprendimento sono conseguite nel percorso di studio nel suo complesso, attraverso le modalità e gli strumenti didattici precedentemente indicati con riferimento agli altri descrittori, che nell'insieme dovrebbero garantire il raggiungimento degli obiettivi formativi qualificanti e specifici. La capacità di apprendimento viene valutata attraverso forme di verifica continua durante le attività formative, ma anche attraverso la presentazione dei dati reperiti o prodotti autonomamente durante lo svolgimento delle attività seminariali e dell'attività relativa alla prova finale.

Attività tirocinio

Il piano didattico dlela LM SCIS prevede l'obbligo per lo studente di scegliere tra un'attività di laboratorio ed una di Tirocinio.

Il tirocinio può essere svolto presso strutture interne all'Ateneo o extra-universitarie.

Le organizzazioni convenzionate possono avere sede sul territorio nazionale, europeo o extra-europeo.

Ufficio Tirocini

Attività extra curriculari

Allo scopo di ampliare l'offerta culturale, la Scuola organizza durante l'intero anno accademico numerose iniziative e corsi extra-curriculari (conferenze, seminari, work-shop, presentazioni di volumi, corsi di alta formazione, di formazione permanente, master di primo livello, summer school, rassegne cinematografiche) su temi inerenti le sfide che la contemporaneità pone alla riflessione e all'analisi politica, storica, economica e sociologica.


Mobilità internazionale

Per ricevere informazioni e orientamento su possibilità di studio e tirocinio all'estero, sui programmi si scambio internazionali promossi dall'Ateneo (Erasmus, Overseas, Leonardo), sui bandi di concorso per borse di studio per lo svolgimento di ricerche all'estero per la preparazione di tesi per la laurea magistrale, sulle opportunità di stage internazionali promosse dalla Scuola, sui programmi di tirocinio promossi dalla CRUI e da altri enti pubblici e privati, ci si può rivolgere all' Ufficio Relazioni internazionali del Campus di Forlì.

Prova finale

Modalità di svolgimento della prova finale
La prova finale è una tesi elaborata e scritta autonomamente, da presentare e discutere oralmente, su tematiche pertinenti al percorso formativo intrapreso. Il candidato dovrà: mostrare piena padronanza dell'ambito disciplinare prescelto; effettuare gli opportuni collegamenti con altri ambiti di volta in volta rilevanti; fare uso appropriato del lessico specialistico sul piano concettuale; denotare capacità di analisi e di sintesi nel misurarsi con gli argomenti o i problemi trattati, ponendo attenzione anche ai loro aspetti empirici; avvalersi di apparati bibliografici e/o di banche dati adatti agli obiettivi di ricerca. Lo studente è tenuto a laurearsi in uno degli insegnamenti previsti nel suo piano di studi. Lo studente che intende laurearsi in un insegnamento non previsto nel suo piano di studi, deve fare richiesta al Consiglio di corso di studio che, sulla base della motivazione fornita, delibererà in merito.

Accesso a ulteriori studi

Dà accesso agli studi di terzo ciclo (Dottorato di ricerca e Scuola di specializzazione) e master universitario di secondo livello.

Sbocchi occupazionali

PROFILO PROFESSIONALE:
Dirigente e componente di alto staff nell'area della sicurezza e della investigazione

FUNZIONE IN UN CONTESTO DI LAVORO:
Il Dirigente e componente di alto staff nell'area della sicurezza e della investigazione si occupa di:
- ideare i progetti,
- coordinare le risorse umane,
- coordinare la direzione amministrativa
- gestire i processi di innovazione organizzativa.

COMPETENZE ASSOCIATE ALLA FUNZIONE:
Per lo svolgimento delle funzioni sopra descritte sono richieste specifiche conoscenze, capacità e abilità di tipo specialistico in ambito socio -criminologico. Il Dirigente e componente di alto staff nell'area della sicurezza e della investigazione deve possedere le seguenti competenze di:
- coordinamento, relativamente ai progetti di contrasto e prevenzione in tema di devianza e criminalità.
- interazione con esperti di diritto, rappresentanti amministrativi ed esperti di economia
- padronanza de i metodi e delle tecniche di rilevazione e analisi più frequentemente utilizzate nella ricerca empirica nell'ambito della sociologia e della criminologia.
Oltre a capacità di auto-apprendimento e di aggiornamento continuo, sono richieste adeguate competenze trasversali di tipo comunicativo-relazionale, organizzativo-gestionale e di programmazione, in accordo con il livello di autonomia e responsabilità assegnati, con le modalità organizzative e di lavoro adottate e con i principali interlocutori (colleghi, altri professionisti e clienti pubblici e/o privati.).

SBOCCHI OCCUPAZIONALI:
Enti pubblici, a livello locale e nazionale, che operino nei settori della prevenzione del crimine e dell'investigazione, Centri di ricerca nell'area delle discipline criminologiche, delle politiche per la sicurezza, della gestione del disagio e della marginalità sociale.


PROFILO PROFESSIONALE:
Funzionario nell'area della sicurezza e della investigazione

FUNZIONE IN UN CONTESTO DI LAVORO:
Il Funzionario nell'area della sicurezza e della investigazione si occupa di:
- predisporre, mettere in opera e di monitorare i programmi operativi;
- reperire dati e di esaminare - in maniera critica - le circostanze in grado di produrre eventi criminosi.

COMPETENZE ASSOCIATE ALLA FUNZIONE:
Per lo svolgimento delle funzioni sopra descritte, sono richieste specifiche conoscenze, capacità e abilità di tipo specialistico in ambito socio -criminologico. Il Funzionario nell'area della sicurezza e della investigazione deve possedere le seguenti competenze di:
- analisi dei processi di insicurezza e delle problematiche relative alla prevenzione e al contenimento del crimine
- individuazione ed utilizzazione, tra le strategie di sicurezza esistenti, di quelle maggiormente idonee ed efficaci.
- costruzione di modelli operativi finalizzati alla prevenzione e repressione del crimine.
Oltre a capacità di auto-apprendimento e di aggiornamento continuo, sono richieste adeguate competenze trasversali di tipo comunicativo-relazionale, in accordo con il livello di autonomia e responsabilità assegnato, con le modalità organizzative e di lavoro adottate e con i principali interlocutori (colleghi, altri professionisti e clienti pubblici e/o privati.).

SBOCCHI OCCUPAZIONALI:
Enti pubblici, a livello locale e nazionale, che operino nei settori della prevenzione del crimine e dell'investigazione, Centri di ricerca nell'area delle discipline criminologiche, delle politiche per la sicurezza, della gestione del disagio e della marginalità sociale.


PROFILO PROFESSIONALE:
Consulente nell'area della sicurezza e della investigazione

FUNZIONE IN UN CONTESTO DI LAVORO:
Il Consulente nell'area della sicurezza e della investigazione si occupa di:
- rilevare i problemi strutturali e/o gli eventi congiunturali
- diagnosticare le cause e/o i fattori contingenti,
- partecipare attivamente ai processi decisionali volti allo studio delle soluzioni più adeguate.

COMPETENZE ASSOCIATE ALLA FUNZIONE:
Per lo svolgimento delle funzioni sopra descritte, sono richieste specifiche conoscenze, capacità e abilità di tipo specialistico in ambito socio -criminologico. Il Consulente nell'area della sicurezza e della investigazione deve possedere le seguenti competenze:
- analisi critica, in relazione ai vari tipi di metodologie per la rilevazione dell'efficacia degli interventi
- padronanza dei metodi e delle tecniche di rilevazione e analisi più frequentemente utilizzati nella ricerca empirica, nell'ambito della sociologia e della criminologia.
- esperienza nel sondare la condizione di sicurezza a livello locale e nazionale, mediante la tecnica del marketing urbano di sicurezza
Oltre a capacità di auto-apprendimento e di aggiornamento continuo, sono richieste adeguate competenze trasversali di tipo comunicativo-relazionale e di programmazione.

SBOCCHI OCCUPAZIONALI:
Enti pubblici, a livello locale e nazionale, che operino nei settori della prevenzione del crimine e dell'investigazione, Centri di ricerca nell'area delle discipline criminologiche, delle politiche per la sicurezza, della gestione del disagio e della marginalità sociale.


PROFILO PROFESSIONALE:
Esperto nell’analisi dei processi di vittimizzazione

FUNZIONE IN UN CONTESTO DI LAVORO:
L’ esperto nell’analisi dei processi di vittimizzazione si occupa di:
- rilevare e analizzare le dinamiche fra autore di reato e vittima
- leggere i differenti contesti sociali e relazionali entro i quali l'offesa può avere luogo, in considerazione di una pluralità di fattori socio-ambientali.
- incrementare la tutela delle persone e dei beni materiali ed immateriali potenzialmente soggetti a forme di attacco criminale

COMPETENZE ASSOCIATE ALLA FUNZIONE:
Per lo svolgimento delle funzioni sopra descritte, sono richieste specifiche conoscenze, capacità e abilità di tipo specialistico in ambito socio -criminologico. L’esperto nell’analisi dei processi di vittimizzazione deve:
- possedere spiccate competenze di tipo comunicativo-relazionale
- dimostrare ampia conoscenza del dato normativo (penale e civile)
- avere padronanza dei metodi e delle tecniche di rilevazione utilizzati nella ricerca empirica (victim survey) e di esaminazione ed interpretazione critica delle risultanze.

SBOCCHI OCCUPAZIONALI:
Istituzioni che prestino sul territorio servizi attinenti alla sicurezza di comunità, gruppi o particolari categorie connotate da marginalità o da maggiore vulnerabilità sociale; o che, per esigenze funzionali, necessitino di professionisti in grado di promuovere il ripristino di relazioni sociali in ambienti caratterizzati da elevata conflittualità.


Parere delle parti sociali


ORGANO O SOGGETTO ACCADEMICO CHE EFFETTUA LA CONSULTAZIONE
Il giorno 26/11/2010, presso la Facoltà di Scienze Politiche "Roberto Ruffilli": Referente area sociologica, incaricato dalla Facoltà

Il 19 settembre 2007 presso la Facoltà di Scienze Politiche "Roberto Ruffilli"- Sede di Forlì: Preside della ex Facoltà di Scienze Politiche "R. Ruffilli"- Sede di Forlì


ORGANIZZAZIONI CONSULTATE O DIRETTAMENTE O TRAMITE DOCUMENTI E STUDI DI SETTORE
Consultazione 2010
ARCO, Asl di Forlì-Cesena, Comune di Forlì, Prefettura di Forlì, Questura di Forlì, Provincia di Forlì, SERINAR, CULTURA PROGETTO Forlì, Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì

Consultazione 2007
Comune di Forlì, Prefettura di Forlì, Questura di Forlì, Provincia di Forlì, CARIROMAGNA, CCIAA, SERINAR, Confindustria Forlì, CNA Forlì, Confartigianato Forlì, API Forlì, Legacoop Forlì, Confcommercio Forlì, Confcooperative Forlì, il Presidente Ordine Giornalisti Emilia-Romagna, il Presidente Collegio Periti Industriali Forlì, un Rappresentante CULTURA PROGETTO Forlì, DELOITTE Bologna, PROLOGISTICA Forlì, SACMI Imola (BO), un Rappresentante TIS Cervia, un Rappresentante VEM Sistemi Forlì SAMPIERI Forlì


MODALITA' E CADENZA DI STUDI E CONSULTAZIONI
Consultazione 2010
La discussione si è incentrata su alcuni aspetti fondamentali relativi il corso stesso, nello specifico: denominazione dei corsi di laurea (triennale e magistrale), sbocchi occupazionali, breve illustrazione del quadro generale delle attività formative, in particolare quelle laboratoriali e di tirocinio, con riferimento ai settori scientifico-disciplinari nel loro complesso e in particolare a quelli che maggiormente caratterizzano il Corso.
Il referente didattico dei cdl interessati dalla consultazione ha informato le parti presenti delle motivazioni e delle contingenze che hanno condotto alla messa ad esaurimento del corso di laurea triennale "Sociologia e scienze criminologiche per la sicurezza" (L-40) ed all'attivazione di un nuovo corso di laurea triennale in "Sociologia" (L-40) e della laurea magistrale in "Criminologia applicata per l'investigazione e la sicurezza classe sociologica" (LM-88) con la nuova denominazione "Scienze criminologiche per l'investigazione e la sicurezza". Tali cambiamenti sono stati indotti dalla volontà di prevedere un programma condiviso relativo alla costruzione di un'offerta didattica congiunta, in grado di garantire, su due sedi Bologna e Forlì), tutti i livelli di istruzione universitaria e post laurea. In particolare, Forlì attiverà l'unica laurea triennale di Sociologia della regione Emilia-Romagna, mentre a Bologna verranno attivate due o più lauree magistrali in classe sociologica e il dottorato di ricerca.
Il referente dell'area sociologica, dopo aver illustrano i piani didattici dei nuovi corsi di laurea, soffermandosi, in particolar modo, sulle attività di laboratorio previste, ha ascoltato i vari interventi delle parti presenti, incentrati sulle seguenti tematiche: attività di tirocinio, sinergia tra Università e territorio(Cultura progetto Forlì), rafforzamento dell'offerta formativa (il rappresentante della Prefettura ha rilevato l'esigenza di approfondimenti in relazione al diritto penale ed alla legislazione sull'immigrazione), importanza delle attività di laboratorio e della ricerca sociale (Provincia di Forlì), esigenza di figure professionali socio-sanitarie (Asl Forlì-Cesena). Il referente dell'area sociologica, in risposta ai quesiti ed alle sollecitazioni delle parti: ha prospettato la possibilità di incrementare lo strumento delle convenzioni e di creare dei momenti di lavoro congiunto università/enti (seminari e ricerche); ha ipotizzato l'organizzazione di master o corsi di alta formazione specifici relativi alle aree di studio non presenti nell'offerta formativa. Ha auspicato, infine, la possibilità di programmare ulteriori incontri, al fine di organizzare il lancio della nuova offerta formativa.

Consultazione 2007
Nel corso della consultazione, è stato distribuito il materiale predisposto dalla Facoltà per ogni singola Laurea o Laurea Magistrale che riporta la denominazione, l'appartenenza alla Classe, gli sbocchi occupazionali, le possibili prosecuzioni degli studi e le funzioni professionali relative e gli obiettivi formativi perseguiti. Le parti sociali hanno preso visione dell'offerta formativa proposta per l'a.a. 2008/2009 ex DM 270/04 senza apportare alcuna rilevante osservazione. In tale data, è stato specificato che i corsi di laurea e laurea specialistica di contenuto prettamente socio-criminologico sarebbero stati attivati ex. DM 509/99. In data 17/1/2008, è stata inviata lettera alle aziende pubbliche e private sopra elencate per informare che dall'a.a. 2008/2009 detti corsi saranno attivati ex DM 270/04 rispettivamente in classe L-40 e LM-88. La variazione di denominazione, che non si riflette sugli obiettivi formativi del corso di studio, è stata comunicata alle Parti Sociali in data 26/11/2010.
La denominazione è stata variata in vista della disattivazione del corso di laurea in Sociologia e scienze criminologiche per la sicurezza in favore dell'attivazione di un nuovo corso di laurea che, pur afferendo alla medesima classe L-40, propone contenuti sociologici non specificatamente rivolti alle scienze criminologiche. Di conseguenza, è parso opportuno modificare la denominazione del corso di LM eliminando Criminologia applicata in favore di Scienze criminologiche.


DOCUMENTAZIONE
I verbali delle consultazioni sono stati depositati presso la Vicepresidenza della Scuola di Scienze Politiche dell' Università di Bologna – Sede di Forlì